La Dop economy cresce nel mondo, ma aumentano le criticità fuori Europa
Nel 2025 la Dop economy conquista 24 Paesi: opportunità in crescita, ma serve più protezione
Il 2025 si chiude con numeri importanti per la Dop economy italiana, che conferma la sua forza trainante per il Made in Italy agroalimentare. Con 897 prodotti a Indicazione Geografica riconosciuti (tra cibo, vino e spirits), l’Italia resta leader in Europa. Ma il vero dato emergente di quest’anno riguarda l’espansione globale del modello di qualità certificata.
Sono ormai 24 i Paesi extra-UE che vantano almeno una certificazione Dop/Igp, e nel solo 2025 sono stati riconosciuti 13 nuovi brand fuori dall’Europa, portando a 80 le registrazioni internazionali nell’ultimo decennio. Una crescita che apre nuove opportunità di esportazione e presenza commerciale strategica per le imprese italiane.
Ma l’espansione globale porta con sé nuove sfide. Un esempio emblematico è la Turchia, che nel 2025 ha presentato oltre 200 richieste di registrazione, di cui 43 già accolte, senza però garantire sistemi adeguati di certificazione e controllo. Questo scenario solleva interrogativi fondamentali sulla tutela dei prodotti italiani nei mercati emergenti.
Che cosa significa per chi esporta?
Per le imprese italiane che operano nell’export agroalimentare, il 2025 ha dimostrato che la competitività non si gioca solo sul prodotto, ma anche sulla capacità di presidiare dogane, etichettature, certificazioni internazionali e protezione legale del marchio.
In uno scenario sempre più globalizzato, la filiera della qualità va tutelata in ogni passaggio: dalla produzione al confezionamento, dallo sdoganamento alla distribuzione estera. È qui che un partner esperto in servizi doganali e strategie di internazionalizzazione fa la differenza.
📈 Guardando al 2026
Il prossimo anno sarà cruciale per rafforzare le barriere di protezione del Made in Italy, migliorare i processi di export e evitare l’indebolimento della reputazione italiana sui mercati esteri. I margini ci sono, ma vanno tutelati con metodo, visione e strumenti adeguati.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Rapporto Ismea-Qualivita 2025
